Sanzioni Reddito di Cittadinanza, ecco cosa si rischia a fare i “furbetti”

Chiunque, al fine di ottenere indebitamente il Reddito di Cittadinanza, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni.

L’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio è punita con la reclusione da uno a tre anni.

Alla condanna in via definitiva per i reati precedentemente indicati e per quello previsto dall’articolo 640-bis del codice penale, nonché alla sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti per gli stessi reati, consegue di diritto l’immediata revoca del Reddito di Cittadinanza con efficacia retroattiva e il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito. La revoca è disposta dall’INPS ai sensi del comma 10. Il beneficio non può essere nuovamente richiesto prima che siano decorsi dieci anni dalla condanna.

Fermo che nei casi precedentemente indicati, quando l’amministrazione erogante accerta la non corrispondenza al vero delle dichiarazioni e delle informazioni poste a fondamento dell’istanza ovvero l’omessa successiva comunicazione di qualsiasi intervenuta variazione del reddito, del patrimonio e della composizione del nucleo familiare dell’istante, la stessa amministrazione dispone l’immediata revoca del beneficio con efficacia retroattiva. A seguito della revoca, il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito.

È disposta la decadenza dal Reddito di Cittadinanza, altresì, quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  1. non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro ad eccezione dei casi di esclusione ed esonero;
  2. non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale ad eccezione dei casi di esclusione ed esonero;
  3. non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  4. non aderisce ai progetti nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  5. non accetta almeno una di tre offerte congrue ovvero in caso di rinnovo non accetta la prima offerta congrua utile;
  6. non effettua le comunicazioni ovvero effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Rdc maggiore;

  7. non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;

  8. venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente in assenza delle comunicazioni obbligatorie ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, in assenza delle comunicazioni.

La decadenza dal beneficio è inoltre disposta nel caso in cui il nucleo familiare abbia percepito il beneficio economico del Rdc in misura maggiore rispetto a quanto gli sarebbe spettato, per effetto di dichiarazione mendace in sede di DSU o di altra dichiarazione nell’ambito della procedura di richiesta del beneficio, ovvero per effetto dell’omessa presentazione delle prescritte comunicazioni,  fermo restando il recupero di quanto versato in eccesso.

In caso di mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo alle convocazioni da parte anche di un solo componente il nucleo familiare, si applicano le seguenti sanzioni:

  1. la decurtazione di una mensilità del beneficio economico in caso di prima mancata presentazione;
  2. la decurtazione di due mensilità alla seconda mancata presentazione;
  3. la decadenza dalla prestazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

In caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento da parte anche di un solo componente il nucleo familiare, si applicano le seguenti sanzioni:

    1. la decurtazione di due mensilità, in caso di prima mancata presentazione;
    2. la decadenza dalla prestazione in caso di ulteriore mancata presentazione.

In caso di mancato rispetto degli impegni previsti nel Patto per l’inclusione sociale relativi alla frequenza dei corsi di istruzione o di formazione da parte di un componente minorenne ovvero impegni di prevenzione e cura volti alla tutela della salute, individuati da professionisti sanitari, si applicano le seguenti sanzioni:

  1. la decurtazione di due mensilità dopo un primo richiamo formale al rispetto degli impegni;
  2. la decurtazione di tre mensilità al secondo richiamo formale;
  3. la decurtazione di sei mensilità al terzo richiamo formale;
  4. la decadenza dal beneficio in caso di ulteriore richiamo.