Dispositivi

L’esoscheletro per disabili deve essere economico e accessibile a tutti

Solo negli Stati Uniti le persone che convivono con una paralisi sono oltre 1 milione. In Italia il 2,2% della popolazione con sei anni e più vive con una condizione di disabilità nel movimento. Considerati i numeri, e l’enorme vantaggio sociale e personale dei singoli che potrebbe derivarne, non si capisce davvero perchè si sia fatto ancora così poco.

Ovviamente non sto parlando solo dell’Italia, ma certo è che nel Belpaese la situazione per chi si muove con la sedia a rotella non è migliore rispetto agli altri paesi occidentali. Nè si può negare, d’altronde, che la comunità sia stata comunque sensibilizzata al tema della disabilità, e che quasi in ogni città d’Italia le amministrazioni abbiano “provato” a far qualcosa in questa direzione.

La vera scommessa rimane comunque il garantire l’accesso delle persone disabili in tutti i luoghi pubblici, non per una qualche ragione radical chic o di una chissadove paventata euguaglianza (che essendo schietti, non esiste) ma perchè chi ha difficoltà nel muoversi possa comunque vivere una vita piacevole e dignitosa, e in secondo luogo perchè sono scommesse come queste a far vincere le sfide, a rendere una società veramente migliore.

Ma in ogni caso l’azione da esercitare nei confronti delle persone paraplegiche deve avere senza dubbio una necessità: tentare di rimettere tutti questi individui in piedi. A questo scopo si è parlato più volte degli esoscheletri, ma ormai la cosa è diventata quasi una fiction televisiva. Quando esce un nuovo modello, o spunta fuori un dispositivo con una piccola particolarità, un’inezia che lo rende diverso dagli altri, ecco tutti i giornali a fargli da pompa. Viene ribadito che il futuro è vicino, che il tale dispositivo consentirà ai disabili di camminare e che c’è solo da rimanere positivi a riguardo. Ovviamente la cosa finisce lì e poi non se ne parla più.

Oggi gli esoscheletri in circolazione, elencati in questa pagina dal sito Robotiko con il relativo prezzo, consentono prestazioni quasi sufficienti ad un prezzo praticamente inaccessibile. Si parla di prezzi non inferiori ai 50-70 mila euro, cifra che renderà questi dispositivi un sogno più che una realtà tangibile.

In realtà ciò che li compone non prevede costi al di fuori del sostenibile. Cos’è che li rende così costosi? Motori, servomotori, la batteria forse, o l’elettronica? Certamente si sta parlando di prodotti all’avanguardia. Non mi meraviglierei se avessero il machine learning integrato per poter garantire a chi le indossa prestazioni migliorate ed elasticità. Anzi di sicuro ce l’hanno. Si adattano a te a seconda di come cammini, di come ti muovi.

Ma è proprio per questo che sicuramente le si può realizzare, e vendere, a prezzi più economici. Anche ricorrendo allo zio Yuan, ai cinesi per intenderci. In fondo l’America già lo fa. E il risultato deve essere non più di 5-7 mila euro per dispositivo. Non dico di fare come in Brasile, ma forse non ci sono alternative. Nel paese carioca, dove la sanità pubblica è al collasso e il sistema sanitario non offre a tutti la possibilità di accedere al settore healthcare, sono nate in questi ultimi tempi più di 200 startup per garantire una sanità sostenibile: Dr.Consulta ne è un esempio molto rappresentativo: un network di cliniche che offrono trattamenti sanitari a prezzi modici.

A mio modo di vedere c’è la necessità, a lungo ignorata, di realizzare dispositivi efficenti ed economici che permettano alle persone paralizzate di camminare. Cosa vuol dire efficienti? Che di certo vanno migliorati, che si ci debba lavorare di più e più sodo per far sì che chi decida di comprare un dispositivo non sia costretto a metterlo nel ripostiglio perchè idealmente perfetto ma inadatto alla vita di fuori, ai marciapiedi, alle strade, al tram tram di tutti i giorni.

Certo chi lo indossà molto probabilmente non potrà fare il Bolt della situazione, ma di sicuro va da se che è necessario che chi ci cammini non debba essere assistito, come succede nel caso della maggior parte degli esoscheletri. Forse il punto è che non debba essere considerato nemmeno l’uso delle stampelle. Mi rendo conto che sto chiedendo troppo. Ma non è troppo pensare un futuro diverso.

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