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Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Testo Integrale

Stilata il 26 settembre 2000 dalla Convenzione dei 62 (composta da 15 rappresentanti degli Stati membri, 16 deputati del Parlamento europeo e 30 rappresentanti dei Parlamenti nazionali, più un commissario europeo, responsabile della giustizia) la Carta rappresenta un passo importante verso la definizione di una “Costituzione Europea”.

Preambolo

I popoli europei nel creare tra loro un’unione sempre più stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.

Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà; l’Unione si basa sui principi di democrazia e dello stato di diritto. Essa pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell’Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

L’Unione contribuisce al mantenimento e allo sviluppo di questi valori comuni, nel rispetto della diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli europei, dell’identità nazionale degli Stati membri e dell’ordinamento dei loro pubblici poteri a livello nazionale, regionale e locale; essa cerca di promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile e assicura la libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi e dei capitali nonché la libertà di stabilimento.

A tal fine è necessario, rendendoli più visibili in una Carta, rafforzare la tutela dei diritti fondamentali alla luce dell’evoluzione della società, del progresso sociale e degli sviluppi scientifici e tecnologici.

La presente Carta riafferma, nel rispetto delle competenze e dei compiti della Comunità e dell’Unione e del principio di sussidiarietà, i diritti derivanti in particolare dalle tradizioni costituzionali e dagli obblighi internazionali comuni agli Stati membri, dal trattato sull’Unione europea e dai trattati comunitari, dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, dalle carte sociali adottate dalla Comunità e dal Consiglio d’Europa, nonché i diritti riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee e da quella della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Il godimento di questi diritti fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri come pure della comunità umana e delle generazioni future.

Pertanto, l’Unione riconosce i diritti, le libertà ed i principi enunciati qui di seguito.

Capo I – Dignità

Articolo 1 – Dignità umana

La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.

Articolo 2 – Diritto alla vita

1. Ogni individuo ha diritto alla vita.

2. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato.

Articolo 3 – Diritto all’integrità della persona

1. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.

2. Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati:

– il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge

– il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone

– il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro

– il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani.

Articolo 4 – Proibizione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti

Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti.

Articolo 5 – Proibizione della schiavitù e del lavoro forzato

1. Nessuno può essere tenuto in condizioni di schiavitù o di servitù.

2. Nessuno può essere costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio.

3. È proibita la tratta degli esseri umani.

Capo II – Libertà

Articolo 6 – Diritto alla libertà e alla sicurezza

Ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza.

Articolo 7 – Rispetto della vita privata e della vita familiare

Ogni individuo ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e delle sue comunicazioni.

Articolo 8 – Protezione dei dati di carattere personale

1. Ogni individuo ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che lo riguardano.

2. Tali dati devono essere trattati secondo il principio di lealtà, per finalità determinate e in base al consenso della persona interessata o a un altro fondamento legittimo previsto dalla legge. Ogni individuo ha il diritto di accedere ai dati raccolti che lo riguardano e di ottenerne la rettifica.

3. Il rispetto di tali regole è soggetto al controllo di un’autorità indipendente.

Articolo 9 – Diritto di sposarsi e di costituire una famiglia

Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio.

Articolo 10 – Libertà di pensiero, di coscienza e di religione

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.

2. Il diritto all’obiezione di coscienza è riconosciuto secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio.

Articolo 11 – Libertà di espressione e d’informazione

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

Articolo 12 – Libertà di riunione e di associazione

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di associazione a tutti i livelli, segnatamente in campo politico, sindacale e civico, il che implica il diritto di ogni individuo di fondare sindacati insieme con altri e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

2. I partiti politici a livello dell’Unione contribuiscono a esprimere la volontà politica dei cittadini dell’Unione.

Articolo 13 – Libertà delle arti e delle scienze

Le arti e la ricerca scientifica sono libere. La libertà accademica è rispettata.

Articolo 14 – Diritto all’istruzione

1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione e all’accesso alla formazione professionale e continua.

2. Questo diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all’istruzione obbligatoria.

3. La libertà di creare istituti di insegnamento nel rispetto dei principi democratici, così come il diritto dei genitori di provvedere all’educazione e all’istruzione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, sono rispettati secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio.

Articolo 15 – Libertà professionale e diritto di lavorare

1. Ogni individuo ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata.

2. Ogni cittadino dell’Unione ha la libertà di cercare un lavoro, di lavorare, di stabilirsi o di prestare servizi in qualunque Stato membro.

3. I cittadini dei Paesi terzi che sono autorizzati a lavorare nel territorio degli Stati membri hanno diritto a condizioni di lavoro equivalenti a quelle di cui godono i cittadini dell’Unione.

Articolo 16 – Libertà d’impresa

È riconosciuta la libertà d’impresa, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.

Articolo 17 – Diritto di proprietà

1. Ogni individuo ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquistato legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuno può essere privato della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e nei modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità per la perdita della stessa. L’uso dei beni può essere regolato dalla legge nei limiti imposti dall’interesse generale.

2. La proprietà intellettuale è protetta.

Articolo 18 – Diritto di asilo

Il diritto di asilo è garantito nel rispetto delle norme stabilite dalla convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e dal protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo status dei rifugiati, e a norma del trattato che istituisce la Comunità europea.

Articolo 19 – Protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione

1. Le espulsioni collettive sono vietate.

2. Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti.

Capo III – Uguaglianza

Articolo 20 – Uguaglianza davanti alla legge

Tutte le persone sono uguali davanti alla legge.

Articolo 21 – Non discriminazione

1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.

2. Nell’ambito d’applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato sull’Unione europea è vietata qualsiasi discriminazione fondata sulla cittadinanza, fatte salve le disposizioni particolari contenute nei trattati stessi.

Articolo 22 – Diversità culturale, religiosa e linguistica

L’Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica.

Articolo 23 – Parità tra uomini e donne

La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione.

Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato.

Articolo 24 – Diritti del bambino

1. I bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere liberamente la propria opinione; questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità.

2. In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente.

3. Ogni bambino ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse.

Articolo 25 – Diritti degli anziani

L’Unione riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale.

Articolo 26 – Inserimento dei disabili

L’Unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità.

Capo IV – Solidarietà

Articolo 27 – Diritto dei lavoratori all’informazione e alla consultazione nell’ambito dell’impresa

Ai lavoratori o ai loro rappresentanti devono essere garantite, ai livelli appropriati, l’informazione e la consultazione in tempo utile nei casi e alle condizioni previsti dal diritto comunitario e dalle legislazioni e prassi nazionali.

Articolo 28 – Diritto di negoziazione e di azioni collettive

I lavoratori e i datori di lavoro, o le rispettive organizzazioni, hanno, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali, il diritto di negoziare e di concludere contratti collettivi, ai livelli appropriati, e di ricorrere, in caso di conflitti di interessi, ad azioni collettive per la difesa dei loro interessi, compreso lo sciopero.

Articolo 29 – Diritto di accesso ai servizi di collocamento

Ogni individuo ha il diritto di accedere a un servizio di collocamento gratuito.

Articolo 30 – Tutela in caso di licenziamento ingiustificato

Ogni lavoratore ha il diritto alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.

Articolo 31 – Condizioni di lavoro giuste ed eque

1. Ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose.

2. Ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro e a periodi di riposo giornalieri e settimanali e a ferie annuali retribuite.

Articolo 32 – Divieto del lavoro minorile e protezione dei giovani sul luogo di lavoro

Il lavoro minorile è vietato. L’età minima per l’ammissione al lavoro non può essere inferiore all’età in cui termina la scuola dell’obbligo, fatte salve le norme più favorevoli ai giovani ed eccettuate deroghe limitate.

I giovani ammessi al lavoro devono beneficiare di condizioni di lavoro appropriate alla loro età ed essere protetti contro lo sfruttamento economico o contro ogni lavoro che possa minarne la sicurezza, la salute, lo sviluppo fisico, mentale, morale o sociale o che possa mettere a rischio la loro istruzione.

Articolo 33 – Vita familiare e vita professionale

1. È garantita la protezione della famiglia sul piano giuridico, economico e sociale.

2. Al fine di poter conciliare vita familiare e vita professionale, ogni individuo ha il diritto di essere tutelato contro il licenziamento per un motivo legato alla maternità e il diritto a un congedo di maternità retribuito e a un congedo parentale dopo la nascita o l’adozione di un figlio.

Articolo 34 – Sicurezza sociale e assistenza sociale

1. L’Unione riconosce e rispetta il diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali che assicurano protezione in casi quali la maternità, la malattia, gli infortuni sul lavoro, la dipendenza o la vecchiaia, oltre che in caso di perdita del posto di lavoro, secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario e le legislazioni e prassi nazionali.

2. Ogni individuo che risieda o si sposti legalmente all’interno dell’Unione ha diritto alle prestazioni di sicurezza sociale e ai benefici sociali conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.

3. Al fine di lottare contro l’esclusione sociale e la povertà, l’Unione riconosce e rispetta il diritto all’assistenza sociale e all’assistenza abitativa volte a garantire un’esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti, secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario e le legislazioni e prassi nazionali.

Articolo 35 – Protezione della salute

Ogni individuo ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali. Nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana.

Articolo 36 – Accesso ai servizi d’interesse economico generale

Al fine di promuovere la coesione sociale e territoriale dell’Unione, questa riconosce e rispetta l’accesso ai servizi d’interesse economico generale quale previsto dalle legislazioni e prassi nazionali, conformemente al trattato che istituisce la Comunità europea.

Articolo 37 – Tutela dell’ambiente

Un livello elevato di tutela dell’ambiente e il miglioramento della sua qualità devono essere integrati nelle politiche dell’Unione e garantiti conformemente al principio dello sviluppo sostenibile.

Articolo 38 – Protezione dei consumatori

Nelle politiche dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione dei consumatori.

Capo V – Cittadinanza

Articolo 39 – Diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo

1. Ogni cittadino dell’Unione ha il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.

2. I membri del Parlamento europeo sono eletti a suffragio universale diretto, libero e segreto.

Articolo 40 – Diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali

Ogni cittadino dell’Unione ha il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.

Articolo 41 – Diritto ad una buona amministrazione

1. Ogni individuo ha diritto a che le questioni che lo riguardano siano trattate in modo imparziale, equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni e dagli organi dell’Unione.

2. Tale diritto comprende in particolare:

– il diritto di ogni individuo di essere ascoltato prima che nei suoi confronti venga adottato un provvedimento individuale che gli rechi pregiudizio,

– il diritto di ogni individuo di accedere al fascicolo che lo riguarda, nel rispetto dei legittimi interessi della riservatezza e del segreto professionale,

– l’obbligo per l’amministrazione di motivare le proprie decisioni.

3. Ogni individuo ha diritto al risarcimento da parte della Comunità dei danni cagionati dalle sue istituzioni o dai suoi agenti nell’esercizio delle loro funzioni conformemente ai principi generali comuni agli ordinamenti degli Stati membri.

4. Ogni individuo può rivolgersi alle istituzioni dell’Unione in una delle lingue del trattato e deve ricevere una risposta nella stessa lingua.

Articolo 42 – Diritto d’accesso ai documenti

Qualsiasi cittadino dell’Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.

Articolo 43 – Mediatore

Qualsiasi cittadino dell’Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di sottoporre al mediatore dell’Unione casi di cattiva amministrazione nell’azione delle istituzioni o degli organi comunitari, salvo la Corte di giustizia e il Tribunale di primo grado nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.

Articolo 44 – Diritto di petizione

Qualsiasi cittadino dell’Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo.

Articolo 45 – Libertà di circolazione e di soggiorno

1. Ogni cittadino dell’Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.

2. La libertà di circolazione e di soggiorno può essere accordata, conformemente al trattato che istituisce la Comunità europea, ai cittadini dei Paesi terzi che risiedono legalmente nel territorio di uno Stato membro.

Articolo 46 – Tutela diplomatica e consolare

Ogni cittadino dell’Unione gode, nel territorio di un Paese terzo nel quale lo Stato membro di cui ha la cittadinanza non è rappresentato, della tutela delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.

Capo VI – Giustizia

Articolo 47 – Diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale

Ogni individuo i cui diritti e le cui libertà garantiti dal diritto dell’Unione siano stati violati ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice, nel rispetto delle condizioni previste nel presente articolo.

Ogni individuo ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente e entro un termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito per legge. Ogni individuo ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare.

A coloro che non dispongono di mezzi sufficienti è concesso il patrocinio a spese dello Stato qualora ciò sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia.

Articolo 48 – Presunzione di innocenza e diritti della difesa

1. Ogni imputato è considerato innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente provata.

2. Il rispetto dei diritti della difesa è garantito ad ogni imputato.

Articolo 49 – Principi della legalità e della proporzionalità dei reati e delle pene

1. Nessuno può essere condannato per un’azione o un’omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o il diritto internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al momento in cui il reato è stato commesso. Se, successivamente alla commissione del reato, la legge prevede l’applicazione di una pena più lieve, occorre applicare quest’ultima.

2. Il presente articolo non osta al giudizio e alla condanna di una persona colpevole di un’azione o di un’omissione che, al momento in cui è stata commessa, costituiva un crimine secondo i principi generali riconosciuti da tutte le nazioni.

3. Le pene inflitte non devono essere sproporzionate rispetto al reato.

Articolo 50 – Diritto di non essere giudicato o punito due volte per lo stesso reato

Nessuno può essere perseguito o condannato per un reato per il quale è già stato assolto o condannato nell’Unione a seguito di una sentenza penale definitiva conformemente alla legge.

Capo VII – Disposizioni generali

Articolo 51 – Ambito di applicazione

1. Le disposizioni della presente Carta si applicano alle istituzioni e agli organi dell’Unione nel rispetto del principio di sussidiarietà come pure agli Stati membri esclusivamente nell’attuazione del diritto dell’Unione. Pertanto, i suddetti soggetti rispettano i diritti, osservano i principi e ne promuovono l’applicazione secondo le rispettive competenze.

2. La presente Carta non introduce competenze nuove o compiti nuovi per la Comunità e per l’Unione, né modifica le competenze e i compiti definiti dai trattati.

Articolo 52 – Portata dei diritti garantiti

1. Eventuali limitazioni all’esercizio dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla presente Carta devono essere previste dalla legge e rispettare il contenuto essenziale di detti diritti e libertà. Nel rispetto del principio di proporzionalità, possono essere apportate limitazioni solo laddove siano necessarie e rispondano effettivamente a finalità di interesse generale riconosciute dall’Unione o all’esigenza di proteggere i diritti e le libertà altrui.

2. I diritti riconosciuti dalla presente Carta che trovano fondamento nei trattati comunitari o nel trattato sull’Unione europea si esercitano alle condizioni e nei limiti definiti dai trattati stessi.

3. Laddove la presente Carta contenga diritti corrispondenti a quelli garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, il significato e la portata degli stessi sono uguali a quelli conferiti dalla suddetta convenzione. La presente disposizione non preclude che il diritto dell’Unione conceda una protezione più estesa.

Articolo 53 – Livello di protezione

Nessuna disposizione della presente Carta deve essere interpretata come limitativa o lesiva dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali riconosciuti, nel rispettivo ambito di applicazione, dal diritto dell’Unione, dal diritto internazionale, dalle convenzioni internazionali delle quali l’Unione, la Comunità o tutti gli Stati membri sono parti contraenti, in particolare la convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, e dalle costituzioni degli Stati membri.

Articolo 54 – Divieto dell’abuso di diritto

Nessuna disposizione della presente Carta deve essere interpretata nel senso di comportare il diritto di esercitare un’attività o compiere un atto che miri alla distruzione dei diritti o delle libertà riconosciuti nella presente Carta o di imporre a tali diritti e libertà limitazioni più ampie di quelle previste dalla presente Carta.

Testo integrale della Carta di Treviso (1990)

Protocollo d’intesa siglato il 5 ottobre 1990 e riconfermato il 25 novembre 1995 da Federazione nazionale della stampa, Ordine nazionale dei giornalisti e associazione Telefono Azzurro.

I giornalisti italiani nella convinzione che l’informazione debba ispirarsi e rispettare i principi e i valori su cui si radica la nostra Carta Costituzionale e in particolare:

– il riconoscimento che valore supremo dell’esperienza statuale e comunitaria e la persona umana con i suoi inviolabili diritti che devono essere non solo garantiti ma anche sviluppati, aiutando ogni essere umano a superare quelle condizioni negative che impediscono di fatto il pieno esplicarsi della propria personalità;

– l’impegno di tutta la Repubblica, nelle sue varie articolazioni istituzionali e comunitarie, di proteggere l’infanzia e la gioventù per attuare il diritto alla educazione e una adeguata crescita umana nonché i principi ribaditi nella Convenzione ONU del 1989 sui diritti del bambino e in particolare:

– che il bambino deve crescere in un’atmosfera di comprensione e che “per le sue necessità di sviluppo fisico e mentale ha bisogno di particolari cure e assistenza”;

– che in tutte le azioni riguardanti i bambini deve costituire oggetto di primaria considerazione “il maggiore interesse del bambino” e che perciò tutti gli altri interessi devono essere a questo sacrificati;

– che nessun bambino dovrà essere sottoposto a interferenze arbitrarie o illegali nella sua “privacy” ne a illeciti attentati al suo onore e alla sua reputazione;

– che lo Stato deve incoraggiare lo sviluppo di appropriati codici di condotta affinché il bambino sia protetto da informazioni e materiali dannosi al suo benessere;

– che gli Stati devono prendere appropriate misure legislative, amministrative, sociali ed educative per proteggere i bambini da qualsiasi forma di violenza, danno, abuso anche mentale, sfruttamento;

– consapevoli che il fondamentale diritto all’informazione può trovare dei limiti quando venga in conflitto con diritti fondamentali delle persone meritevoli di una tutela privilegiata e che, fermo restando il diritto di cronaca in ordine ai fatti, va ricercato un bilanciamento con il diritto del minore, in qualsiasi modo protagonista della cronaca, a una specifica tutela,

richiamano le specifiche normative previste dal codice di procedura penale e dal codice di procedura penale per i minori. Quest’ultimo, all’articolo 13 prescrive il “divieto di pubblicare e divulgare con qualsiasi mezzo notizie o immagini idonee a identificare il minore comunque coinvolto nel reato”. Il nuovo codice di procedura penale, all’articolo 114, comma 6, vieta “la pubblicazione delle generalità e dell’immagine di minori testimoni, persone offese e danneggiate…”.

Sulla base di queste premesse e delle norme deontologiche contenute nell’art. 2 della legge istitutiva dell’Ordine professionale dei giornalisti, ai fini di sviluppare un’informazione sui minori più funzionale alla crescita di una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese; la Fnsi e l’Ordine nazionale dei giornalisti sottoscrivono, in collaborazione con Telefono Azzurro, il seguente protocollo d’intesa:

a) il rispetto per la persona del minore, sia come soggetto agente, sia come vittima di un reato, richiede il mantenimento dell’anonimato nei suoi confronti, il che implica la rinuncia a pubblicare elementi che anche indirettamente possano comunque portare alla sua identificazione;

b) la tutela della personalità del minore si estende anche – tenuta in prudente considerazione la qualità della notizia e delle sue componenti – a fatti che non siano specificatamente reati (suicidio di minori, questioni relative ad adozione e affidamento, figli di genitori ricercati, ecc.) in modo che sia tutelata la specificità del minore come persona in divenire, prevalendo su tutto il suo interesse a un regolare processo di maturazione che potrebbe essere profondamente disturbato o deviato da spettacolarizzazioni del suo caso di vita, da clamorosi protagonismi o da fittizie identificazioni;

c) particolare attenzione andrà posta per evitare possibili strumentalizzazioni da parte degli adulti portati a rappresentare e a far prevalere esclusivamente il proprio interesse;

d) per i casi ove manchi una univoca disciplina giuridica, i mezzi di informazione devono farsi carico della responsabilità di valutare se quanto vanno proponendo sia davvero nell’interesse del minore;

e) se, nell’interesse del minore – esempi possibili i casi di rapimento e di bambini scomparsi – si ritiene opportuno la pubblicazione di dati personali e la divulgazione di immagini, andrà comunque verificato il preventivo assenso dei genitori e del giudice competente.

A CINQUE ANNI DALL’APPROVAZIONE DELLA CARTA: REGOLE DI COMPORTAMENTO

I giornalisti italiani, d’intesa con Telefono Azzurro, a cinque anni dall’approvazione della Carta di Treviso, ritengono utile sottolineare alcune regole di comportamento.

1) Al bambino coinvolto – come autore, vittima o teste – in fatti di cronaca, la cui diffusione possa influenzare negativamente la sua crescita, deve essere garantito l’assoluto anonimato. Per esempio deve essere evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possono portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori, l’indirizzo dell’abitazione o il Comune di residenza nel caso di piccoli centri, l’indicazione della scuola cui appartenga.

2) Per quanto riguarda i casi di affidamento o adozione e quelli di genitori separati o divorziati, fermo restando il diritto di cronaca o di critica circa le decisioni dell’autorità giudiziaria e l’utilità di articoli e inchieste, occorre comunque anche in questi casi tutelare l’anonimato del minore per non incidere sull’armonico sviluppo della sua personalità.

3) Il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive o radiofoniche che possano ledere la sua dignità né turbato nella sua privacy o coinvolto in una pubblicità che possa ledere l’armonico sviluppo della sua personalità e ciò a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori.

4) Nel caso di comportamenti lesivi o autolesivi (come suicidi, lanci di sassi, fughe da casa ecc.) posti in essere da minorenni, occorre non enfatizzare quei particolari di cronaca che possano provocare effetti di suggestione o emulazione.

5) Nel caso di bambini malati, feriti o disabili, occorre porre particolare attenzione nella diffusione delle immagini e delle vicende al fine di evitare che, in nome di un sentimento pietoso, si arrivi al sensazionalismo che finisce per divenire sfruttamento della persona.

Limite Mensile Prelievi Contante Carta RdC – Reddito di Cittadinanza: quant’è?

Il beneficio economico del Reddito di Cittadinanza è erogato attraverso la Carta Rdc. In sede di prima applicazione e fino alla scadenza del termine contrattuale, l’emissione della Carta Rdc avviene in esecuzione del servizio affidato relativamente alla carta acquisti, alle medesime condizioni economiche e per il numero di carte elettroniche necessarie per l’erogazione del beneficio.

Oltre che al soddisfacimento delle esigenze previste per la carta acquisti, la Car- ta Rdc permette di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore ad euro 100 per un singolo individuo, moltiplicato per la scala di equivalenza, di effettuare un bonifico mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione ovvero dell’intermediario che ha concesso il mutuo.

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere individuati ulteriori esigenze da sod- disfare attraverso la Carta Rdc, nonché diversi limiti di importo per i prelievi di contante. Al fine di contrastare fenomeni di ludopatia, è in ogni caso fatto divieto di utilizzo del beneficio economico per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità. Le movimentazioni sulla Carta Rdc sono messe a disposizione delle piattaforme digitali per il tramite del Ministero dell’economia e delle finanze in quanto sogget- to emittente.

Reddito di Cittadinanza, elenco dei motivi di esenzione dal lavoro

L’erogazione del Reddito di Cittadinanza è condizionata alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro da parte dei componenti il nucleo familiare maggiorenni nonché all’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che prevede attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, di completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale.

Possono essere esonerati dagli obblighi:

  • i componenti con carichi di cura, valutati con riferimento alla presenza di soggetti minori di tre anni di età ovvero di componenti il nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienza, come definiti a fini ISEE. Al fine di assicurare omogeneità di trattamento, sono definiti, con accordo in sede di Conferenza Unificata, principi e criteri generali da adottarsi da parte dei servizi competenti in sede di valutazione degli esoneri di cui al presente comma. I componenti con i predetti carichi di cura sono comunque esclusi dagli obblighi di cui al comma 15.
  • Sono esclusi dai medesimi obblighi i beneficiari della Pensione di cittadinanza ovvero i beneficiari del Rdc titolari di pensione diretta o comunque di età pari o superiore a 65 anni
  • i componenti con disabilità, come definita ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68, fatta salva ogni iniziativa di collocamento mirato e i conseguenti obblighi ai sensi della medesima disciplina.

Reddito di Cittadinanza: ho ricevuto meno soldi questo mese, perchè?

Nel caso ti fossi accorta/o che la somma del tuo Reddito di Cittadinanza percepita questo mese abbia subito un calo netto, la risposta potrebbe forse trovarsi nel fatto che nel mese precedente non hai speso tutti i soldi che ti erano stati versati.

Il testo definitivo sulla manovra del Reddito di Cittadinanza pubblicato in Gazzetta Ufficiale parla di un taglio pari a fino il 20% dell’ammontare della somma del mese successivo a quello in cui il R.D.C. percepito non sia stato speso interamente.

L’ammontare di beneficio non speso ovvero non prelevato, ad eccezione di arretrati, è sottratto, nei limiti del 20 per cento del beneficio erogato, nella mensilità successiva a quella in cui il beneficio non è stato interamente speso. Con verifica in ciascun semestre di erogazione, è comunque decurtato dalla disponibilità della Carta Rdc di cui all’articolo 5, comma 6, l’ammontare complessivo non speso ovvero non prelevato nel semestre, fatta eccezione per una mensilità di beneficio riconosciuto. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’econo- mia e delle finanze, da adottarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalità con cui, mediante il monitoraggio delle spese effettuate sulla Carta Rdc, si verifica la fruizione del beneficio secondo quanto previsto al presente comma, le possibili eccezioni, nonché le altre modalità attuative.

Quante volte si può fare domanda per il Reddito di Cittadinanza?

E’ possibile fare domanda per il Reddito di Cittadinanza una seconda volta o più volte di seguito? A rispondere a questo punto è l’articolo 14 del testo definitivo sulla manovra pubblicato in Gazzetta Ufficiale:

  1. Nell’ipotesi di interruzione della fruizione del beneficio per ragioni diverse dall’applicazione di sanzioni, il beneficio può essere richiesto nuovamente per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto. Nel caso l’interruzione sia motivata dal maggior reddito derivato da una modificata condizione occupazionale e sia decorso almeno un anno nella nuova condizione, l’eventuale successiva richiesta del beneficio equivale a prima richiesta.

 

Quanto dura il Reddito di Cittadinanza – Per quanto tempo lo si può ricevere?

Per quanto tempo si può usufruire, in modo continuativo, del Reddito di Cittadinanza? Il testo ufficiale del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale a questo proposito recita:

Il Rdc è riconosciuto per il periodo durante il quale il beneficiario si trova nelle condizioni previste all’articolo 2 (cioè laddove continui a rispettare i requisiti di idoneità per riceverlo) e, comunque, per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi. Il Rdc può essere rinnovato, previa sospensione dell’erogazione del medesimo per un periodo di un mese prima di ciascun rinnovo. La sospensione non opera nel caso della Pensione di cittadinanza.

Questo vuol dire che la durata del reddito di cittadinanza è di 18 mesi. Al termine di questo periodo, nel caso in cui si continui a rientrare nei requisiti, è possibile che venga rinnovato a patto che trascorra almeno un mese dal termine di quello precedente. Cioè per un mese non si riceverà nessuna somma.

Patrimonio Mobiliare: definizione – ecco che cos’è e come si calcola

Per determinare il patrimonio mobiliare devono essere considerate le componenti di seguito specificate, possedute alla data del 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della dichiarazione sostitutiva:

  1. depositi e conti correnti bancari e postali, per i quali va assunto il valore del saldo contabile attivo, al netto degli interessi, alla data del 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della dichiarazione sostitutiva, o, se superiore, il valore medio della consistenza annuale;
  2. titoli di Stato, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ed assimilati, per i quali va assunto il valore nominale delle consistenze alla data di cui al punto 1;
  3. azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (OICR) italiani o esteri, per le quali va assunto il valore risultante dall’ultimo prospetto redatto dalla società di gestione alla data di cui al punto 1;
  4. partecipazioni azionarie in società italiane ed estere quotate in mercati regolamentati, per le quali va assunto il valore rilevato alla data di cui al punto 1, ovvero, in mancanza, nel giorno antecedente più prossimo;
  5. partecipazioni azionarie in società non quotate in mercati regolamentari e partecipazioni in società non azionarie, per le quali va assunto il valore della frazione del patrimonio netto, determinato sulla base delle risultanze dell’ultimo bilancio approvato anteriormente alla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva di cui all’art. 6, ovvero, in caso di esonero dall’obbligo di redazione del bilancio, determinato dalla somma delle rimanenze finali e dal costo complessivo di beni ammortizzabili, al netto dei relativi ammortamenti, nonché degli altri cespiti o beni patrimoniali;
  6. masse patrimoniali, costituite da somme di denaro o beni non relativi all’impresa, affidate in gestione ad un soggetto abilitato ai sensi del decreto legislativo 23 luglio 1996n. 415, per le quali va assunto il valore delle consistenze risultanti dall’ultimo rendiconto predisposto, secondo i criteri stabiliti dai regolamenti emanati dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, dal gestore del patrimonio anteriormente alla data di cui al punto 1;
  7. altri strumenti e rapporti finanziari per i quali va assunto il valore corrente alla data di cui al punto 1, nonché contratti di assicurazione mista sulla vita e di capitalizzazioneper i quali va assunto l’importo dei premi complessivamente versati a tale ultima data, ivi comprese le polizze a premio unico anticipato per tutta la durata del contratto, per le quali va assunto l’importo del premio versato; sono esclusi i contratti di assicurazione mista sulla vita per i quali alla medesima data non è esercitabile il diritto di riscatto;
  8. imprese individuali per le quali va assunto il valore del patrimonio netto, determinato con le stesse modalità indicate al precedente punto 7.
  • Per i rapporti di custodia, amministrazione, deposito e gestione cointestati anche a soggetti appartenenti a nuclei familiari diversi, il valore delle consistenze è assunto per la quota di spettanza.
  • Il complessivo del patrimonio mobiliare di ciascun soggetto appartenente al nucleo familiare convenzionale è assunto per difetto ai cinquecento € o ai suoi multipli.

Facebook è morto e la sua eredità passa alle community di medio livello

Non è un segreto il fatto che i social network abbiano perso la popolarità che avevano qualche anno fa. Se prendiamo come esempio Facebook, il social network per antonomasia, è oggi diventato un luogo di ritrovo per personaggi attempati, o comunque per gente di una certa età. Non dico che sia diventato il corrispettivo telematico di un centro anziani ma ci siamo quasi: la linea evolutiva che ha seguito è quella. La fascia più giovane di età ha abbandonato l’uso attivo di Facebook già da quasi cinque anni ormai: in Italia la fase esplosiva del social di Zuckerberg si ebbe tra il 2009 e il 2013, anno in cui si raggiunse un picco vertiginoso di utenti a motivo della diffusione degli smartphone (anche tra gli adulti), poi è andato scemando. Oggi Facebook si usa soprattutto tra gli utenti di mezza età: mamme, attivisti, gente attiva socialmente. Ma la linfa portante del fenomeno social è spenta. L’ultima volta che sono entrato su Facebook mi sembrava di essere sbarcato su un Twitter 2.0: vedevo solo post di gruppi con discussioni sopra discussuoni e gente che litigava su ogni cosa per ogni minimo pretesto, come se andasse a cercare la discussione social per cercare di sopire internamente quella rabbia interna del loro vivere civile nella realtà. Ma la percezione di fondo è comunque la stessa, e cioè a dire che i social network cosa sono diventati se non una gogna mediatica dove esporre tutto il meglio, quindi il peggio, di noi stessi? È una corrida, uno show finito male, un qualcosa di ormai inattuale e dagli effetti oggi quasi circensi. Domanda: qual’è dunque il futuro del vivere sociale sul web? Esiste un futuro per i social network ‘nativi’ o questi sono destinati a sparire per far spazio alle migliaia di piccole cerchie che si radunano sul web: le ‘community’ targetizzate, quelle cose che ci piacciono, che seguiamo e per cui la gente si mette insieme. La community più famosa in Italia è certamente quella di Youtube, che, bisogna specificarlo, non è un social network, o almeno non solo quello. È pur sempre gente che ha a che fare con i video, in relazione aperta con l’editing, o con il gaming magari, ma il target c’è sempre: si parla di video. È così è un po’dovunque nel web: si va dal piccolo forum di aeromodellismo tipo il Barone Rosso alla community di makers come Instructables o Hackaday, e tutto questo mettendo insieme gente appassionata di qualcosa. Anche Instagram, che in un certo senso ha sostituito Facebook, è in realta una grande community per le foto, non un social generalista. Se non fosse che insieme a Instagram sono arrivate le storie (opera di Snapchat) che hanno largamente sostitito stati e album di Facebook. La chat è stata ereditata da Whatsapp, che è diventato un po’ l’Msn mobile della situazione, sostituendo a sua volta quasi interamente gli sms. Ma non a tutti piace postare foto.

Alcuni invece ritebgono sia meglio spiegare i fatti con le parole, o semplicemente quello di cui si occupano si può spiegare solo a parole, ed è per questo che si rifugiano su Twitter, anche lì gogna mediatica infinita ma utile come rss personale e fonte di ciò che acccade nel mondo, specialmente se in tempo reale.
L’informazione, quella vera, sembra quindi non destinata a concentrarsi nel generalismo ma nella specializzazione. Così come nella vita reale, ognuno segue i suoi interessi costruendo l’informazione competente sul web. Per tutto il resto c’è  Whatsapp, naturalmente.

Elenco completo dei CAP italiani (aggiornato 2019)

Ecco una lista completa di tutti i Codici di Avviamento Postale in Italia aggiornata. Comprende tutte le 93 province italiane e le 14 città metropolitane. Fa parte della lista anche la Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano in quanto entrambi parte del sistema postale dello Stato Italiano.

Nonostante il numero delle province italiane sia superiore a 100  i codici numerici sono stati tutti definiti. Risultano non utilizzati tuttora il 49xxx, il 69xxx, il 68xxx, il 79xxx, il 78xxx, il 77xxx e il 99xxx.

CITTÀ METROPOLITANA
Provincia
Sigla Regione CAP del capoluogo CAP degli altri comuni
Agrigento AG Sicilia 92100 920xx (da 92010 a 92029)
Alessandria AL Piemonte 151xx (15121-15122) 150xx (da 15010 a 15079)
Ancona AN Marche 601xx (da 60121 a 60131) 600xx (da 60010 a 60048)
Aosta AO Valle d’Aosta 11100 110xx (da 11010 a 11029)
Arezzo AR Toscana 52100 520xx (da 52010 a 52048)
Ascoli Piceno AP Marche 63100 630xx (da 63061 a 63096)
Asti AT Piemonte 14100 140xx (da 14010 a 14059)
Avellino AV Campania 83100 830xx (da 83010 a 83059)
BARI BA Puglia 701xx (da 70121 a 70132) 700xx (da 70010 a 70059)
Barletta-Andria-Trani BT Puglia 76121 (Barletta), 76123 (Andria), 76125 (Trani) 760xx (da 76011 a 76017)
Belluno BL Veneto 32100 320xx (da 32010 a 32047)
Benevento BN Campania 82100 820xx (da 82010 a 82038)
Bergamo BG Lombardia 241xx (da 24121 a 24129) 240xx (da 24010 a 24069)
Biella BI Piemonte 13900 138xx (da 13811 a 13899)
BOLOGNA BO Emilia-Romagna 401xx (da 40121 a 40141) 400xx (da 40010 a 40069)
Bolzano BZ Trentino-Alto Adige 39100 390xx (da 39010 a 39058)
Brescia BS Lombardia 251xx (da 25121 a 25136) 250xx (da 25010 a 25089)
Brindisi BR Puglia 72100 720xx (da 72010 a 72029)
CAGLIARI CA Sardegna 091xx (da 09121 a 09134) 090xx (da 09010 a 09048)
Caltanissetta CL Sicilia 93100 930xx (da 93010 a 93019)
Campobasso CB Molise 86100 860xx (da 86010 a 86049)
Caserta CE Campania 81100 810xx (da 81010 a 81059)
CATANIA CT Sicilia 951xx (da 95121 a 95131) 950xx (da 95010 a 95049)
Catanzaro CZ Calabria 88100 880xx (da 88020 a 88070)
Chieti CH Abruzzo 66100 660xx (da 66010 a 66054)
Città del Vaticano 00120
Como CO Lombardia 22100 220xx (da 22010 a 22079)
Cosenza CS Calabria 87100 870xx (da 87010 a 87076)
Cremona CR Lombardia 26100 260xx (da 26010 a 26049)
Crotone KR Calabria 88900 888xx (da 88811 a 88842)
Cuneo CN Piemonte 12100 120xx (da 12010 a 12089)
Enna EN Sicilia 94100 940xx (da 94010 a 94019)
Fermo FM Marche 63900 638xx (da 63811 a 63858)
Ferrara FE Emilia-Romagna 441xx (da 44121 a 44124) 440xx (da 44010 a 44049)
FIRENZE FI Toscana 501xx (da 50121 a 50145) 500xx (da 50010 a 50068)
Foggia FG Puglia 71121 e 71122 710xx (da 71010 a 71049)
Forlì-Cesena FC Emilia-Romagna 471xx (Forlì, 47121-47122) 470xx (da 47010 a 47043) e 475xx
Frosinone FR Lazio 03100 030xx (da 03010 a 03049)
GENOVA GE Liguria 161xx (da 16121 a 16167) 160xx (da 16010 a 16049)
Gorizia GO Friuli-Venezia Giulia 34170 340xx (da 34070 a 34079)
Grosseto GR Toscana 58100 580xx (da 58010 a 58055)
Imperia IM Liguria 18100 180xx (da 18010 a 18039)
Isernia IS Molise 86170 860xx (da 86070 a 86097)
L’Aquila AQ Abruzzo 67100 670xx (da 67010 a 67069)
La Spezia SP Liguria 191xx (da 19121 a 19137) 190xx (da 19010 a 19038)
Latina LT Lazio 04100 040xx (da 04010 a 04029)
Lecce LE Puglia 73100 730xx (da 73010 a 73059)
Lecco LC Lombardia 23900 238xx (da 23801 a 23899)
Livorno LI Toscana 571xx (da 57121 a 57128) 570xx (da 57014 a 57039)
Lodi LO Lombardia 26900 268xx (da 26811 a 26867)
Lucca LU Toscana 55100 550xx (da 55010 a 55064)
Macerata MC Marche 62100 620xx (da 62010 a 62039)
Mantova MN Lombardia 46100 460xx (da 46010 a 46049)
Massa-Carrara MS Toscana 54100 (Massa) 540xx (da 54010 a 54038)
Matera MT Basilicata 75100 750xx (da 75010 a 75029)
MESSINA ME Sicilia 981xx (da 98121 a 98168) 980xx (da 98020 a 98079)
MILANO MI Lombardia 201xx (da 20121 a 20162) 200xx (da 20010 a 20099)
Modena MO Emilia-Romagna 411xx (da 41121 a 41126) 410xx (da 41010 a 41059)
Monza e Brianza MB Lombardia 20900 208xx (da 20811 a 20886)
NAPOLI NA Campania 801xx (da 80121 a 80147) 800xx (da 80010 a 80079)
Novara NO Piemonte 28100 280xx (da 28010 a 28079)
Nuoro NU Sardegna 08100 080xx (da 08010 a 08049)
Oristano OR Sardegna 09170 090xx (da 09070 a 09099) e 080xx
Padova PD Veneto 351xx (da 35121 a 35143) 350xx (da 35010 a 35048)
PALERMO PA Sicilia 901xx (da 90121 a 90151) 900xx (da 90010 a 90049)
Parma PR Emilia-Romagna 431xx (da 43121 a 43126) 430xx (da 43010 a 43059)
Pavia PV Lombardia 27100 270xx (da 27010 a 27059)
Perugia PG Umbria 061xx (da 06121 a 06135) 060xx (da 06010 a 06089)
Pesaro e Urbino PU Marche 61121 e 61122 (Pesaro), 61029 (Urbino) 610xx (da 61010 a 61049)
Pescara PE Abruzzo 651xx (da 65121 a 65129) 650xx (da 65010 a 65029)
Piacenza PC Emilia-Romagna 291xx (29121 e 29122) 290xx (da 29010 a 29029)
Pisa PI Toscana 561xx (da 56121 a 56128) 560xx (da 56010 a 56048)
Pistoia PT Toscana 51100 510xx (da 51010 a 51039)
Pordenone PN Friuli-Venezia Giulia 33170 330xx (da 33070 a 33099)
Potenza PZ Basilicata 85100 850xx (da 85010 a 85059)
Prato PO Toscana 59100 590xx (da 59011 a 59026)
Ragusa RG Sicilia 97100 970xx (da 97010 a 97019)
Ravenna RA Emilia-Romagna 481xx (da 48121 a 48125) 480xx (da 48010 a 48027)
REGGIO CALABRIA RC Calabria 891xx (da 89121 a 89135) 890xx (da 89010 a 89069)
Reggio Emilia RE Emilia-Romagna 421xx (da 42121 a 42124) 420xx (da 42010 a 42049)
Rieti RI Lazio 02100 020xx (da 02010 a 02049)
Rimini RN Emilia-Romagna 479xx (da 47921 a 47924) 478xx (da 47814 a 47866)
ROMA RM Lazio 001xx (da 00118 a 00199) 000xx (da 00010 a 00079)
Rovigo RO Veneto 45100 450xx (da 45010 a 45039)
Salerno SA Campania 841xx (da 84121 a 84135) 840xx (da 84010 a 84099)
San Marino 47890 (San Marino) 4789x (da 47891 a 47899)
Sassari SS Sardegna 07100 070xx (da 07010 a 07052)
Savona SV Liguria 17100 170xx (da 17010 a 17058)
Siena SI Toscana 53100 530xx (da 53011 a 53049)
Siracusa SR Sicilia 96100 960xx (da 96010 a 96019)
Sondrio SO Lombardia 23100 230xx (da 23010 a 23038)
Sud Sardegna SU Sardegna 09013 (Carbonia) 090xx (da 09010 a 09066)
Taranto TA Puglia da 74121 a 74123 740xx (da 74010 a 74028)
Teramo TE Abruzzo 64100 640xx (da 64010 a 64049)
Terni TR Umbria 05100 050xx (da 05010 a 05039)
TORINO TO Piemonte 101xx (da 10121 a 10156) 100xx (da 10010 a 10099)
Trapani TP Sicilia 91100 910xx (da 91010 a 91029)
Trento TN Trentino-Alto Adige 381xx (da 38121 a 38123) 380xx (da 38010 a 38096)
Treviso TV Veneto 31100 310xx (da 31010 a 31059)
Trieste TS Friuli-Venezia Giulia 341xx (da 34121 a 34151) 340xx (da 34010 a 34018)
Udine UD Friuli-Venezia Giulia 33100 330xx (da 33010 a 33059)
Varese VA Lombardia 21100 210xx (da 21010 a 21059)
VENEZIA VE Veneto 301xx (da 30121 a 30176) 300xx (da 30010 a 30039)
Verbano-Cusio-Ossola VB Piemonte 289xx (Verbania, da 28921 a 28925) 288xx (da 28801 a 28899)
Vercelli VC Piemonte 13100 130xx (da 13010 a 13060)
Verona VR Veneto 371xx (da 37121 a 37142) 370xx (da 37010 a 37069)
Vibo Valentia VV Calabria 89900 898xx (da 89812 a 89868)
Vicenza VI Veneto 36100 360xx (da 36010 a 36078)
Viterbo VT Lazio 01100 010xx (da 01010 a 01039)