Archivi categoria: Uncategorized

Testo integrale della Carta di Treviso (1990)

Protocollo d’intesa siglato il 5 ottobre 1990 e riconfermato il 25 novembre 1995 da Federazione nazionale della stampa, Ordine nazionale dei giornalisti e associazione Telefono Azzurro.

I giornalisti italiani nella convinzione che l’informazione debba ispirarsi e rispettare i principi e i valori su cui si radica la nostra Carta Costituzionale e in particolare:

– il riconoscimento che valore supremo dell’esperienza statuale e comunitaria e la persona umana con i suoi inviolabili diritti che devono essere non solo garantiti ma anche sviluppati, aiutando ogni essere umano a superare quelle condizioni negative che impediscono di fatto il pieno esplicarsi della propria personalità;

– l’impegno di tutta la Repubblica, nelle sue varie articolazioni istituzionali e comunitarie, di proteggere l’infanzia e la gioventù per attuare il diritto alla educazione e una adeguata crescita umana nonché i principi ribaditi nella Convenzione ONU del 1989 sui diritti del bambino e in particolare:

– che il bambino deve crescere in un’atmosfera di comprensione e che “per le sue necessità di sviluppo fisico e mentale ha bisogno di particolari cure e assistenza”;

– che in tutte le azioni riguardanti i bambini deve costituire oggetto di primaria considerazione “il maggiore interesse del bambino” e che perciò tutti gli altri interessi devono essere a questo sacrificati;

– che nessun bambino dovrà essere sottoposto a interferenze arbitrarie o illegali nella sua “privacy” ne a illeciti attentati al suo onore e alla sua reputazione;

– che lo Stato deve incoraggiare lo sviluppo di appropriati codici di condotta affinché il bambino sia protetto da informazioni e materiali dannosi al suo benessere;

– che gli Stati devono prendere appropriate misure legislative, amministrative, sociali ed educative per proteggere i bambini da qualsiasi forma di violenza, danno, abuso anche mentale, sfruttamento;

– consapevoli che il fondamentale diritto all’informazione può trovare dei limiti quando venga in conflitto con diritti fondamentali delle persone meritevoli di una tutela privilegiata e che, fermo restando il diritto di cronaca in ordine ai fatti, va ricercato un bilanciamento con il diritto del minore, in qualsiasi modo protagonista della cronaca, a una specifica tutela,

richiamano le specifiche normative previste dal codice di procedura penale e dal codice di procedura penale per i minori. Quest’ultimo, all’articolo 13 prescrive il “divieto di pubblicare e divulgare con qualsiasi mezzo notizie o immagini idonee a identificare il minore comunque coinvolto nel reato”. Il nuovo codice di procedura penale, all’articolo 114, comma 6, vieta “la pubblicazione delle generalità e dell’immagine di minori testimoni, persone offese e danneggiate…”.

Sulla base di queste premesse e delle norme deontologiche contenute nell’art. 2 della legge istitutiva dell’Ordine professionale dei giornalisti, ai fini di sviluppare un’informazione sui minori più funzionale alla crescita di una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese; la Fnsi e l’Ordine nazionale dei giornalisti sottoscrivono, in collaborazione con Telefono Azzurro, il seguente protocollo d’intesa:

a) il rispetto per la persona del minore, sia come soggetto agente, sia come vittima di un reato, richiede il mantenimento dell’anonimato nei suoi confronti, il che implica la rinuncia a pubblicare elementi che anche indirettamente possano comunque portare alla sua identificazione;

b) la tutela della personalità del minore si estende anche – tenuta in prudente considerazione la qualità della notizia e delle sue componenti – a fatti che non siano specificatamente reati (suicidio di minori, questioni relative ad adozione e affidamento, figli di genitori ricercati, ecc.) in modo che sia tutelata la specificità del minore come persona in divenire, prevalendo su tutto il suo interesse a un regolare processo di maturazione che potrebbe essere profondamente disturbato o deviato da spettacolarizzazioni del suo caso di vita, da clamorosi protagonismi o da fittizie identificazioni;

c) particolare attenzione andrà posta per evitare possibili strumentalizzazioni da parte degli adulti portati a rappresentare e a far prevalere esclusivamente il proprio interesse;

d) per i casi ove manchi una univoca disciplina giuridica, i mezzi di informazione devono farsi carico della responsabilità di valutare se quanto vanno proponendo sia davvero nell’interesse del minore;

e) se, nell’interesse del minore – esempi possibili i casi di rapimento e di bambini scomparsi – si ritiene opportuno la pubblicazione di dati personali e la divulgazione di immagini, andrà comunque verificato il preventivo assenso dei genitori e del giudice competente.

A CINQUE ANNI DALL’APPROVAZIONE DELLA CARTA: REGOLE DI COMPORTAMENTO

I giornalisti italiani, d’intesa con Telefono Azzurro, a cinque anni dall’approvazione della Carta di Treviso, ritengono utile sottolineare alcune regole di comportamento.

1) Al bambino coinvolto – come autore, vittima o teste – in fatti di cronaca, la cui diffusione possa influenzare negativamente la sua crescita, deve essere garantito l’assoluto anonimato. Per esempio deve essere evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possono portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori, l’indirizzo dell’abitazione o il Comune di residenza nel caso di piccoli centri, l’indicazione della scuola cui appartenga.

2) Per quanto riguarda i casi di affidamento o adozione e quelli di genitori separati o divorziati, fermo restando il diritto di cronaca o di critica circa le decisioni dell’autorità giudiziaria e l’utilità di articoli e inchieste, occorre comunque anche in questi casi tutelare l’anonimato del minore per non incidere sull’armonico sviluppo della sua personalità.

3) Il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive o radiofoniche che possano ledere la sua dignità né turbato nella sua privacy o coinvolto in una pubblicità che possa ledere l’armonico sviluppo della sua personalità e ciò a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori.

4) Nel caso di comportamenti lesivi o autolesivi (come suicidi, lanci di sassi, fughe da casa ecc.) posti in essere da minorenni, occorre non enfatizzare quei particolari di cronaca che possano provocare effetti di suggestione o emulazione.

5) Nel caso di bambini malati, feriti o disabili, occorre porre particolare attenzione nella diffusione delle immagini e delle vicende al fine di evitare che, in nome di un sentimento pietoso, si arrivi al sensazionalismo che finisce per divenire sfruttamento della persona.

Limite Mensile Prelievi Contante Carta RdC – Reddito di Cittadinanza: quant’è?

Il beneficio economico del Reddito di Cittadinanza è erogato attraverso la Carta Rdc. In sede di prima applicazione e fino alla scadenza del termine contrattuale, l’emissione della Carta Rdc avviene in esecuzione del servizio affidato relativamente alla carta acquisti, alle medesime condizioni economiche e per il numero di carte elettroniche necessarie per l’erogazione del beneficio.

Oltre che al soddisfacimento delle esigenze previste per la carta acquisti, la Car- ta Rdc permette di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore ad euro 100 per un singolo individuo, moltiplicato per la scala di equivalenza, di effettuare un bonifico mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione ovvero dell’intermediario che ha concesso il mutuo.

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere individuati ulteriori esigenze da sod- disfare attraverso la Carta Rdc, nonché diversi limiti di importo per i prelievi di contante. Al fine di contrastare fenomeni di ludopatia, è in ogni caso fatto divieto di utilizzo del beneficio economico per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità. Le movimentazioni sulla Carta Rdc sono messe a disposizione delle piattaforme digitali per il tramite del Ministero dell’economia e delle finanze in quanto sogget- to emittente.

Reddito di Cittadinanza, elenco dei motivi di esenzione dal lavoro

L’erogazione del Reddito di Cittadinanza è condizionata alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro da parte dei componenti il nucleo familiare maggiorenni nonché all’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che prevede attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, di completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale.

Possono essere esonerati dagli obblighi:

  • i componenti con carichi di cura, valutati con riferimento alla presenza di soggetti minori di tre anni di età ovvero di componenti il nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienza, come definiti a fini ISEE. Al fine di assicurare omogeneità di trattamento, sono definiti, con accordo in sede di Conferenza Unificata, principi e criteri generali da adottarsi da parte dei servizi competenti in sede di valutazione degli esoneri di cui al presente comma. I componenti con i predetti carichi di cura sono comunque esclusi dagli obblighi di cui al comma 15.
  • Sono esclusi dai medesimi obblighi i beneficiari della Pensione di cittadinanza ovvero i beneficiari del Rdc titolari di pensione diretta o comunque di età pari o superiore a 65 anni
  • i componenti con disabilità, come definita ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68, fatta salva ogni iniziativa di collocamento mirato e i conseguenti obblighi ai sensi della medesima disciplina.

Reddito di Cittadinanza: ho ricevuto meno soldi questo mese, perchè?

Nel caso ti fossi accorta/o che la somma del tuo Reddito di Cittadinanza percepita questo mese abbia subito un calo netto, la risposta potrebbe forse trovarsi nel fatto che nel mese precedente non hai speso tutti i soldi che ti erano stati versati.

Il testo definitivo sulla manovra del Reddito di Cittadinanza pubblicato in Gazzetta Ufficiale parla di un taglio pari a fino il 20% dell’ammontare della somma del mese successivo a quello in cui il R.D.C. percepito non sia stato speso interamente.

L’ammontare di beneficio non speso ovvero non prelevato, ad eccezione di arretrati, è sottratto, nei limiti del 20 per cento del beneficio erogato, nella mensilità successiva a quella in cui il beneficio non è stato interamente speso. Con verifica in ciascun semestre di erogazione, è comunque decurtato dalla disponibilità della Carta Rdc di cui all’articolo 5, comma 6, l’ammontare complessivo non speso ovvero non prelevato nel semestre, fatta eccezione per una mensilità di beneficio riconosciuto. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’econo- mia e delle finanze, da adottarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalità con cui, mediante il monitoraggio delle spese effettuate sulla Carta Rdc, si verifica la fruizione del beneficio secondo quanto previsto al presente comma, le possibili eccezioni, nonché le altre modalità attuative.

Quante volte si può fare domanda per il Reddito di Cittadinanza?

E’ possibile fare domanda per il Reddito di Cittadinanza una seconda volta o più volte di seguito? A rispondere a questo punto è l’articolo 14 del testo definitivo sulla manovra pubblicato in Gazzetta Ufficiale:

  1. Nell’ipotesi di interruzione della fruizione del beneficio per ragioni diverse dall’applicazione di sanzioni, il beneficio può essere richiesto nuovamente per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto. Nel caso l’interruzione sia motivata dal maggior reddito derivato da una modificata condizione occupazionale e sia decorso almeno un anno nella nuova condizione, l’eventuale successiva richiesta del beneficio equivale a prima richiesta.

 

Quanto dura il Reddito di Cittadinanza – Per quanto tempo lo si può ricevere?

Per quanto tempo si può usufruire, in modo continuativo, del Reddito di Cittadinanza? Il testo ufficiale del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale a questo proposito recita:

Il Rdc è riconosciuto per il periodo durante il quale il beneficiario si trova nelle condizioni previste all’articolo 2 (cioè laddove continui a rispettare i requisiti di idoneità per riceverlo) e, comunque, per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi. Il Rdc può essere rinnovato, previa sospensione dell’erogazione del medesimo per un periodo di un mese prima di ciascun rinnovo. La sospensione non opera nel caso della Pensione di cittadinanza.

Questo vuol dire che la durata del reddito di cittadinanza è di 18 mesi. Al termine di questo periodo, nel caso in cui si continui a rientrare nei requisiti, è possibile che venga rinnovato a patto che trascorra almeno un mese dal termine di quello precedente. Cioè per un mese non si riceverà nessuna somma.

Patrimonio Mobiliare: definizione – ecco che cos’è e come si calcola

Per determinare il patrimonio mobiliare devono essere considerate le componenti di seguito specificate, possedute alla data del 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della dichiarazione sostitutiva:

  1. depositi e conti correnti bancari e postali, per i quali va assunto il valore del saldo contabile attivo, al netto degli interessi, alla data del 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della dichiarazione sostitutiva, o, se superiore, il valore medio della consistenza annuale;
  2. titoli di Stato, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ed assimilati, per i quali va assunto il valore nominale delle consistenze alla data di cui al punto 1;
  3. azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (OICR) italiani o esteri, per le quali va assunto il valore risultante dall’ultimo prospetto redatto dalla società di gestione alla data di cui al punto 1;
  4. partecipazioni azionarie in società italiane ed estere quotate in mercati regolamentati, per le quali va assunto il valore rilevato alla data di cui al punto 1, ovvero, in mancanza, nel giorno antecedente più prossimo;
  5. partecipazioni azionarie in società non quotate in mercati regolamentari e partecipazioni in società non azionarie, per le quali va assunto il valore della frazione del patrimonio netto, determinato sulla base delle risultanze dell’ultimo bilancio approvato anteriormente alla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva di cui all’art. 6, ovvero, in caso di esonero dall’obbligo di redazione del bilancio, determinato dalla somma delle rimanenze finali e dal costo complessivo di beni ammortizzabili, al netto dei relativi ammortamenti, nonché degli altri cespiti o beni patrimoniali;
  6. masse patrimoniali, costituite da somme di denaro o beni non relativi all’impresa, affidate in gestione ad un soggetto abilitato ai sensi del decreto legislativo 23 luglio 1996n. 415, per le quali va assunto il valore delle consistenze risultanti dall’ultimo rendiconto predisposto, secondo i criteri stabiliti dai regolamenti emanati dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, dal gestore del patrimonio anteriormente alla data di cui al punto 1;
  7. altri strumenti e rapporti finanziari per i quali va assunto il valore corrente alla data di cui al punto 1, nonché contratti di assicurazione mista sulla vita e di capitalizzazioneper i quali va assunto l’importo dei premi complessivamente versati a tale ultima data, ivi comprese le polizze a premio unico anticipato per tutta la durata del contratto, per le quali va assunto l’importo del premio versato; sono esclusi i contratti di assicurazione mista sulla vita per i quali alla medesima data non è esercitabile il diritto di riscatto;
  8. imprese individuali per le quali va assunto il valore del patrimonio netto, determinato con le stesse modalità indicate al precedente punto 7.
  • Per i rapporti di custodia, amministrazione, deposito e gestione cointestati anche a soggetti appartenenti a nuclei familiari diversi, il valore delle consistenze è assunto per la quota di spettanza.
  • Il complessivo del patrimonio mobiliare di ciascun soggetto appartenente al nucleo familiare convenzionale è assunto per difetto ai cinquecento € o ai suoi multipli.

Facebook è morto e la sua eredità passa alle community di medio livello

Non è un segreto il fatto che i social network abbiano perso la popolarità che avevano qualche anno fa. Se prendiamo come esempio Facebook, il social network per antonomasia, è oggi diventato un luogo di ritrovo per personaggi attempati, o comunque per gente di una certa età. Non dico che sia diventato il corrispettivo telematico di un centro anziani ma ci siamo quasi: la linea evolutiva che ha seguito è quella. La fascia più giovane di età ha abbandonato l’uso attivo di Facebook già da quasi cinque anni ormai: in Italia la fase esplosiva del social di Zuckerberg si ebbe tra il 2009 e il 2013, anno in cui si raggiunse un picco vertiginoso di utenti a motivo della diffusione degli smartphone (anche tra gli adulti), poi è andato scemando. Oggi Facebook si usa soprattutto tra gli utenti di mezza età: mamme, attivisti, gente attiva socialmente. Ma la linfa portante del fenomeno social è spenta. L’ultima volta che sono entrato su Facebook mi sembrava di essere sbarcato su un Twitter 2.0: vedevo solo post di gruppi con discussioni sopra discussuoni e gente che litigava su ogni cosa per ogni minimo pretesto, come se andasse a cercare la discussione social per cercare di sopire internamente quella rabbia interna del loro vivere civile nella realtà. Ma la percezione di fondo è comunque la stessa, e cioè a dire che i social network cosa sono diventati se non una gogna mediatica dove esporre tutto il meglio, quindi il peggio, di noi stessi? È una corrida, uno show finito male, un qualcosa di ormai inattuale e dagli effetti oggi quasi circensi. Domanda: qual’è dunque il futuro del vivere sociale sul web? Esiste un futuro per i social network ‘nativi’ o questi sono destinati a sparire per far spazio alle migliaia di piccole cerchie che si radunano sul web: le ‘community’ targetizzate, quelle cose che ci piacciono, che seguiamo e per cui la gente si mette insieme. La community più famosa in Italia è certamente quella di Youtube, che, bisogna specificarlo, non è un social network, o almeno non solo quello. È pur sempre gente che ha a che fare con i video, in relazione aperta con l’editing, o con il gaming magari, ma il target c’è sempre: si parla di video. È così è un po’dovunque nel web: si va dal piccolo forum di aeromodellismo tipo il Barone Rosso alla community di makers come Instructables o Hackaday, e tutto questo mettendo insieme gente appassionata di qualcosa. Anche Instagram, che in un certo senso ha sostituito Facebook, è in realta una grande community per le foto, non un social generalista. Se non fosse che insieme a Instagram sono arrivate le storie (opera di Snapchat) che hanno largamente sostitito stati e album di Facebook. La chat è stata ereditata da Whatsapp, che è diventato un po’ l’Msn mobile della situazione, sostituendo a sua volta quasi interamente gli sms. Ma non a tutti piace postare foto.

Alcuni invece ritebgono sia meglio spiegare i fatti con le parole, o semplicemente quello di cui si occupano si può spiegare solo a parole, ed è per questo che si rifugiano su Twitter, anche lì gogna mediatica infinita ma utile come rss personale e fonte di ciò che acccade nel mondo, specialmente se in tempo reale.
L’informazione, quella vera, sembra quindi non destinata a concentrarsi nel generalismo ma nella specializzazione. Così come nella vita reale, ognuno segue i suoi interessi costruendo l’informazione competente sul web. Per tutto il resto c’è  Whatsapp, naturalmente.

Elenco completo dei CAP italiani (aggiornato 2019)

Ecco una lista completa di tutti i Codici di Avviamento Postale in Italia aggiornata. Comprende tutte le 93 province italiane e le 14 città metropolitane. Fa parte della lista anche la Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano in quanto entrambi parte del sistema postale dello Stato Italiano.

Nonostante il numero delle province italiane sia superiore a 100  i codici numerici sono stati tutti definiti. Risultano non utilizzati tuttora il 49xxx, il 69xxx, il 68xxx, il 79xxx, il 78xxx, il 77xxx e il 99xxx.

CITTÀ METROPOLITANA
Provincia
Sigla Regione CAP del capoluogo CAP degli altri comuni
Agrigento AG Sicilia 92100 920xx (da 92010 a 92029)
Alessandria AL Piemonte 151xx (15121-15122) 150xx (da 15010 a 15079)
Ancona AN Marche 601xx (da 60121 a 60131) 600xx (da 60010 a 60048)
Aosta AO Valle d’Aosta 11100 110xx (da 11010 a 11029)
Arezzo AR Toscana 52100 520xx (da 52010 a 52048)
Ascoli Piceno AP Marche 63100 630xx (da 63061 a 63096)
Asti AT Piemonte 14100 140xx (da 14010 a 14059)
Avellino AV Campania 83100 830xx (da 83010 a 83059)
BARI BA Puglia 701xx (da 70121 a 70132) 700xx (da 70010 a 70059)
Barletta-Andria-Trani BT Puglia 76121 (Barletta), 76123 (Andria), 76125 (Trani) 760xx (da 76011 a 76017)
Belluno BL Veneto 32100 320xx (da 32010 a 32047)
Benevento BN Campania 82100 820xx (da 82010 a 82038)
Bergamo BG Lombardia 241xx (da 24121 a 24129) 240xx (da 24010 a 24069)
Biella BI Piemonte 13900 138xx (da 13811 a 13899)
BOLOGNA BO Emilia-Romagna 401xx (da 40121 a 40141) 400xx (da 40010 a 40069)
Bolzano BZ Trentino-Alto Adige 39100 390xx (da 39010 a 39058)
Brescia BS Lombardia 251xx (da 25121 a 25136) 250xx (da 25010 a 25089)
Brindisi BR Puglia 72100 720xx (da 72010 a 72029)
CAGLIARI CA Sardegna 091xx (da 09121 a 09134) 090xx (da 09010 a 09048)
Caltanissetta CL Sicilia 93100 930xx (da 93010 a 93019)
Campobasso CB Molise 86100 860xx (da 86010 a 86049)
Caserta CE Campania 81100 810xx (da 81010 a 81059)
CATANIA CT Sicilia 951xx (da 95121 a 95131) 950xx (da 95010 a 95049)
Catanzaro CZ Calabria 88100 880xx (da 88020 a 88070)
Chieti CH Abruzzo 66100 660xx (da 66010 a 66054)
Città del Vaticano 00120
Como CO Lombardia 22100 220xx (da 22010 a 22079)
Cosenza CS Calabria 87100 870xx (da 87010 a 87076)
Cremona CR Lombardia 26100 260xx (da 26010 a 26049)
Crotone KR Calabria 88900 888xx (da 88811 a 88842)
Cuneo CN Piemonte 12100 120xx (da 12010 a 12089)
Enna EN Sicilia 94100 940xx (da 94010 a 94019)
Fermo FM Marche 63900 638xx (da 63811 a 63858)
Ferrara FE Emilia-Romagna 441xx (da 44121 a 44124) 440xx (da 44010 a 44049)
FIRENZE FI Toscana 501xx (da 50121 a 50145) 500xx (da 50010 a 50068)
Foggia FG Puglia 71121 e 71122 710xx (da 71010 a 71049)
Forlì-Cesena FC Emilia-Romagna 471xx (Forlì, 47121-47122) 470xx (da 47010 a 47043) e 475xx
Frosinone FR Lazio 03100 030xx (da 03010 a 03049)
GENOVA GE Liguria 161xx (da 16121 a 16167) 160xx (da 16010 a 16049)
Gorizia GO Friuli-Venezia Giulia 34170 340xx (da 34070 a 34079)
Grosseto GR Toscana 58100 580xx (da 58010 a 58055)
Imperia IM Liguria 18100 180xx (da 18010 a 18039)
Isernia IS Molise 86170 860xx (da 86070 a 86097)
L’Aquila AQ Abruzzo 67100 670xx (da 67010 a 67069)
La Spezia SP Liguria 191xx (da 19121 a 19137) 190xx (da 19010 a 19038)
Latina LT Lazio 04100 040xx (da 04010 a 04029)
Lecce LE Puglia 73100 730xx (da 73010 a 73059)
Lecco LC Lombardia 23900 238xx (da 23801 a 23899)
Livorno LI Toscana 571xx (da 57121 a 57128) 570xx (da 57014 a 57039)
Lodi LO Lombardia 26900 268xx (da 26811 a 26867)
Lucca LU Toscana 55100 550xx (da 55010 a 55064)
Macerata MC Marche 62100 620xx (da 62010 a 62039)
Mantova MN Lombardia 46100 460xx (da 46010 a 46049)
Massa-Carrara MS Toscana 54100 (Massa) 540xx (da 54010 a 54038)
Matera MT Basilicata 75100 750xx (da 75010 a 75029)
MESSINA ME Sicilia 981xx (da 98121 a 98168) 980xx (da 98020 a 98079)
MILANO MI Lombardia 201xx (da 20121 a 20162) 200xx (da 20010 a 20099)
Modena MO Emilia-Romagna 411xx (da 41121 a 41126) 410xx (da 41010 a 41059)
Monza e Brianza MB Lombardia 20900 208xx (da 20811 a 20886)
NAPOLI NA Campania 801xx (da 80121 a 80147) 800xx (da 80010 a 80079)
Novara NO Piemonte 28100 280xx (da 28010 a 28079)
Nuoro NU Sardegna 08100 080xx (da 08010 a 08049)
Oristano OR Sardegna 09170 090xx (da 09070 a 09099) e 080xx
Padova PD Veneto 351xx (da 35121 a 35143) 350xx (da 35010 a 35048)
PALERMO PA Sicilia 901xx (da 90121 a 90151) 900xx (da 90010 a 90049)
Parma PR Emilia-Romagna 431xx (da 43121 a 43126) 430xx (da 43010 a 43059)
Pavia PV Lombardia 27100 270xx (da 27010 a 27059)
Perugia PG Umbria 061xx (da 06121 a 06135) 060xx (da 06010 a 06089)
Pesaro e Urbino PU Marche 61121 e 61122 (Pesaro), 61029 (Urbino) 610xx (da 61010 a 61049)
Pescara PE Abruzzo 651xx (da 65121 a 65129) 650xx (da 65010 a 65029)
Piacenza PC Emilia-Romagna 291xx (29121 e 29122) 290xx (da 29010 a 29029)
Pisa PI Toscana 561xx (da 56121 a 56128) 560xx (da 56010 a 56048)
Pistoia PT Toscana 51100 510xx (da 51010 a 51039)
Pordenone PN Friuli-Venezia Giulia 33170 330xx (da 33070 a 33099)
Potenza PZ Basilicata 85100 850xx (da 85010 a 85059)
Prato PO Toscana 59100 590xx (da 59011 a 59026)
Ragusa RG Sicilia 97100 970xx (da 97010 a 97019)
Ravenna RA Emilia-Romagna 481xx (da 48121 a 48125) 480xx (da 48010 a 48027)
REGGIO CALABRIA RC Calabria 891xx (da 89121 a 89135) 890xx (da 89010 a 89069)
Reggio Emilia RE Emilia-Romagna 421xx (da 42121 a 42124) 420xx (da 42010 a 42049)
Rieti RI Lazio 02100 020xx (da 02010 a 02049)
Rimini RN Emilia-Romagna 479xx (da 47921 a 47924) 478xx (da 47814 a 47866)
ROMA RM Lazio 001xx (da 00118 a 00199) 000xx (da 00010 a 00079)
Rovigo RO Veneto 45100 450xx (da 45010 a 45039)
Salerno SA Campania 841xx (da 84121 a 84135) 840xx (da 84010 a 84099)
San Marino 47890 (San Marino) 4789x (da 47891 a 47899)
Sassari SS Sardegna 07100 070xx (da 07010 a 07052)
Savona SV Liguria 17100 170xx (da 17010 a 17058)
Siena SI Toscana 53100 530xx (da 53011 a 53049)
Siracusa SR Sicilia 96100 960xx (da 96010 a 96019)
Sondrio SO Lombardia 23100 230xx (da 23010 a 23038)
Sud Sardegna SU Sardegna 09013 (Carbonia) 090xx (da 09010 a 09066)
Taranto TA Puglia da 74121 a 74123 740xx (da 74010 a 74028)
Teramo TE Abruzzo 64100 640xx (da 64010 a 64049)
Terni TR Umbria 05100 050xx (da 05010 a 05039)
TORINO TO Piemonte 101xx (da 10121 a 10156) 100xx (da 10010 a 10099)
Trapani TP Sicilia 91100 910xx (da 91010 a 91029)
Trento TN Trentino-Alto Adige 381xx (da 38121 a 38123) 380xx (da 38010 a 38096)
Treviso TV Veneto 31100 310xx (da 31010 a 31059)
Trieste TS Friuli-Venezia Giulia 341xx (da 34121 a 34151) 340xx (da 34010 a 34018)
Udine UD Friuli-Venezia Giulia 33100 330xx (da 33010 a 33059)
Varese VA Lombardia 21100 210xx (da 21010 a 21059)
VENEZIA VE Veneto 301xx (da 30121 a 30176) 300xx (da 30010 a 30039)
Verbano-Cusio-Ossola VB Piemonte 289xx (Verbania, da 28921 a 28925) 288xx (da 28801 a 28899)
Vercelli VC Piemonte 13100 130xx (da 13010 a 13060)
Verona VR Veneto 371xx (da 37121 a 37142) 370xx (da 37010 a 37069)
Vibo Valentia VV Calabria 89900 898xx (da 89812 a 89868)
Vicenza VI Veneto 36100 360xx (da 36010 a 36078)
Viterbo VT Lazio 01100 010xx (da 01010 a 01039)

How to import contacts on your phone from vcf file

Transfering contacts from phone to phone, or from one SIM card to another, may look easy..there are a lot of apps doing the job after all.

WRONG. You might disgracefully realize that most of the apps on Google Play (if you are using an Android operating system) pretending to do this not even read a vcf file, and yet grab  your phone memory.

A Google Play screenshot of the app I recommend

The only app working is named Import Export Contacts, is free and allows you to import contacts from the a vcf file chosen from the phone’s memory through a single command. A second version, named Import Export Contacts Pro, has also been released, which is always free and also associates more features.

Striking Fact: it is an app from India and has just 3 stars out of 5 even if it’s the only app working.

Once the app is open, click on “Open File” and select the file to import. After selecting it, press the “Import” or “Import Excel” button. Don’t care so much about that “Excel”, it also imports vcf files. After that, just go see the phone book to see that all the contacts have been imported.