Mese: novembre 2018

La poesia è morta? No, ma i poeti oggi non esistono più

Tempo Libero
La poesia è sempre là dove deve stare, intendetemi. È sempre sul suo piedistallo, immortale, venerea, sublime. È il poeta che è venuto a mancare. Una bella poesia fa sempre il suo effetto, a chiunque la legga e ammesso che il lettore la sappia/possa capire. Ma la sacralità del poeta, il nome letto sui libri di scuola, è scomparsa. Meglio così: si eviterà prosopopaggini di chi ha vezzi di immortalità, gli si dirà: tu non sei nessuno, il tuo nome è dimenticato. Solo la tua poesia vive, sempre che qualcuno possa leggerla. La poesia sarà dunque qualcosa di più di una canzonetta, ma non apparterrà più a un circolo di mostri sacri. Oggi più che mai è democratica, è di tutti. Tutti la possono leggere, e soprattutto tutti la possono scrivere. Nei forum su internet mi è capitato di vedere poesie d
Facebook è morto e la sua eredità passa alle community di medio livello

Facebook è morto e la sua eredità passa alle community di medio livello

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Non è un segreto il fatto che i social network abbiano perso la popolarità che avevano qualche anno fa. Se prendiamo come esempio Facebook, il social network per antonomasia, è oggi diventato un luogo di ritrovo per personaggi attempati, o comunque per gente di una certa età. Non dico che sia diventato il corrispettivo telematico di un centro anziani ma ci siamo quasi: la linea evolutiva che ha seguito è quella. La fascia più giovane di età ha abbandonato l'uso attivo di Facebook già da quasi cinque anni ormai: in Italia la fase esplosiva del social di Zuckerberg si ebbe tra il 2009 e il 2013, anno in cui si raggiunse un picco vertiginoso di utenti a motivo della diffusione degli smartphone (anche tra gli adulti), poi è andato scemando. Oggi Facebook si usa soprattutto tra gli utenti di me